“La vocazione più alta della musica” (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Molto spesso nel parlare di canto, di musica, di arte in genere, si fa largo uso di termini altisonanti, di frasi ad effetto, ispirate probabilmente da sentimenti autentici, ma comunque ingenue nella loro vaghezza e mancanza di un reale contenuto.
“Spirito”, “anima”, “vita”, tutto diventa assoluto e allo stesso tempo impersonale, termini che nella maggior parte dei casi sono suggeriti più da un desiderio di misticismo, che non da una reale esperienza di quello che davvero significa.
Ed allora cosciente di quanto possa sembrare sgradevole quello che dico, ma fiducioso che se ne possano intravedere le buone intenzioni, condivido con voi le parole di un grande mistico che dell’esperienza trascendente non ha fatto un vessilo da esibire, ma una ragione di vita, invitando tutti, me per primo, a parlare di ciò che con semplicità comprendiamo davvero, a raccontarsi davvero, per contribuire in modo autentico alla crescita degli allievi e dei colleghi che ci leggono e che ci ascoltano.

“La musica è un respiro dell’anima e della coscienza. E’ tramite la musica che l’anima si manifesta sulla terra. Quando la coscienza superiore si risveglierà nell’uomo, quando si svilupperanno in lui delle capacità di percezione più sottili, comincerà a percepire quella sinfonia grandiosa che echeggia attraverso gli spazi, da un capo all’altro dell’universo, e comprenderà allora il senso profondo della vita.
La musica risveglia nella nostra anima il ricordo della nostra patria celeste, la nostalgia del paradiso perduto. E’ uno dei mezzi più potenti, ancora più potente della pittura o della danza, perché è immediato, istantaneo.. Immediatamente si risveglia il ricordo che veniamo dal Cielo e che al Cielo dovremo tornare. Certamente ci sono musiche che risvegliano il desiderio di soggiornare il più a lungo possibile sulla terra, ma non è questo il vero obiettivo della musica.
La musica è ascoltata da tutti ma in una Scuola iniziatica, si impara ad ascoltarla per destare in sé dei centri spirituali, per proiettarsi nello spazio, per elevarsi, per nobilitarsi, per purificarsi e anche per trovare la soluzione alle proprie difficoltà.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

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