Tran Quang Hai, gli armonici e il linguaggio della musica

In più occasioni ho ribadito un concetto a me molto caro, e cioè che l’insegnante di canto prima ancora che essere un cultore della materia che insegna, deve essere uno studioso appassionato della sua pedagogia, un ricercatore del senso di ciò che studia al fine di poterne comunicare la natura più profonda.
Domenica 20 Ottobre ho avuto il privilegio di partecipare nella sede dell’associazione “Voices”, ad un seminario di Tran Quang Hai sul canto armonico organizzato da Eleonora Bruni. La cosa che mi ha più gratificato di quest’esperienza non è stato l’ascoltare l’esecuzione degli armonici del grande Hai (incredibili per definizione ed energia), ma il sentirmi totalmente catturato come solo accade quando si è in presenza di un grande didatta, da un’approccio formativo pensato a partire dall’allievo, ricevendo prima di tutto il senso e  poi la tecnica per produrre i suoni che il maestro presentava. Hai non si è limitato a mostrarci meccanicamente come doveva essere creato un armonico,  ci ha invece parlato “dell’overtone singing” come di un linguaggio musicale, un alfabeto di suoni che si realizza davvero in modo spontaneo solo se pensato in funzione del senso che esprime. Non ci ha illustrato asetticamente la tecnica, per poi insegnarcela e lasciarci vuoti e orfani della ragione per cui l’apprendevamo, ci ha invece parlato prima di tutto di musica, di comunicazione, quindi di un linguaggio attraverso cui esprimerla e di come impararlo. Il maestro è stato sempre disponibile, sforzandosi pazientemente di ottenere da ognuno dei partecipanti quello che comprendeva essere possibile ottenere, indicando la via da seguire con amorevole decisione e realistica approvazione per ogni progresso ottenuto.
Una didattica rivolta all’espressività e alla creatività, che indicava in modo deciso e chiaro, ma senza imporre, nel totale rispetto del livello e delle caratteristiche di ogni partecipante.
Ho avuto il piacere di essere allievo per un giorno di un uomo di settant’anni pieno di energia, entusiasmo per l’insegnamento, ed una verità in ciò che insegna che è propria solo di una maestria costruita negli anni con impegno e grande passione.
Domenica come in poche altre occasioni mi era capitato ad un seminario, non mi sono sentito come un “produttore di suoni” che imparava un nuovo modo di produrli, ma come un musicista a cui veniva presentata un’altra sfumatura della musica che giornalmente sceglie per esprimersi.
Non è poi un caso a mio avviso che lo stesso grande didatta si sia anche rivelato una persona amabile, gioiosa, con un animo vivo quasi fanciullesco ed un affettuosità spontanea e sincera.
Un grazie quindi a Tran Quang Hai, ad Eleonora Bruni che organizzato il tutto, e ai partecipanti al seminario che si sono messi in gioco con naturalezza e semplicità.
Vi lascio con un’immagine del dopo seminario, brindando virtualmente con tutti gli amanti della musica.
Salute!
Simone Moscato
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2 pensieri riguardo “Tran Quang Hai, gli armonici e il linguaggio della musica

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