Non siamo addestratori di corde vocali, ma formatori di persone.

Gli insegnati di canto spesso sopravvalutano il loro compito, sentono di essere “maestri”, sentono di dover mostrare, insegnare e guidare. Quando un insegnante smette di essere semplicemente strumento, finisce col definire intorno all’allievo solo il confine del proprio limite, tecnico, artistico e in alcuni casi umano. Siamo “mezzi” che portano frutto solo se messi in modo chiaro nelle mani del’unico vero maestro del processo formativo, l’allievo.
Altrettanto spesso gli insegnanti di canto sottovalutano in altra maniera il loro compito, dimenticando che non siamo addestratori di corde vocali, ma formatori di persone.
Bisogna tenere sempre a mente che il nostro ruolo è delicato perchè ci pone sempre in una posizione privilegiata nel dialogo con l’allievo. E’ prerogativa e dovere fondamentale di ogni didatta essere onesti e semplici, chiari, non godendo mai di quanto l’allievo cresca a “nostra immagine e somiglianza”, ma lasciandosi invece stupire dal maestro che riusciamo a far emergere in lui.
Simone Moscato

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