La tecnologia per l’uomo o l’uomo schiavo della tecnologia?

In un epoca in cui le macchine possono ricreare in modo impeccabile la superficie di un’interpretazione vocale, spesso i cantanti dimenticano che l’anima di un’esecuzione è negli irriproducibili dettagli, nelle sfumature dinamiche e di intonazioni che sono proprie del canto.
Correggere una nota è una risorsa talvolta salvifica, specialmente se non si è in condizione di ripetere l’esecuzione o se si vuole salvare una traccia particolarmente bella macchiata da un piccolo errore solitamente non fatto, ma smettere di vivere e registrare l’intensità emotiva di un’esecuzione è purtroppo uno dei mali della nostra epoca.
Non siamo macchine, siamo persone!
L’intonazione come il colore vanno acquisiti con lo studio se non sono naturali, per evitare che una macchina, cantando al posto nostro, riduca la complessità meravigliosa del nostro canto in due “linee compresse” senza personalità.
Simone Moscato

2 pensieri riguardo “La tecnologia per l’uomo o l’uomo schiavo della tecnologia?

    1. I colori vocali sono l’effetto del diverso modo di amplificare il suono prodotto dalle corde vocali.
      Quando le corde vocali vibrano, generano un suono che è in realtà una somma di suoni (gli armonici) percepiti come uno.
      Questo suono viene amplificato dallo spazio di risonanza, cioè lo spazio che intercorre tra le corde vocali e la bocca, spazio che in relazione alla forma che gli diamo, muovendo mandibola, lingua e il palato molle, tende ad amplificare di più o di meno i diversi armonici del suono prodotto dalle corde.
      Immagina ad esempio di suonare la stessa nota di uno strumento in diversi ambienti, con diversa forma, dimensione e materiale, l’effetto cambierà moltissimo!
      E’ quello che tutti facciamo in modo semplice e grossolano quando diamo diverse caratteristiche sonore al parlato, creando più o meno spazio in diversi modi.
      Ad esempio quando facciamo “l’orco”, cercando il “vocione”, creiamo molto spazio inarcando il palato molle talvolta abbassando anche la laringe (ce ne accorgiamo sentendo un abbassamento del pomo d’adamo), ottenendo un suono scuro, “cavernoso”.
      Il cantante con una buona consapevolezza vocale, percepisce e controlla i cambi di forma del suo spazio di risonanza ottenendo diverse coloriture espressive, quindi “acquisisce”, con la pratica o con lo studio guidato da un insegnante, la consapevolezza di saper gestire il proprio suono e la capacità di farlo in modo sempre più raffinato.
      Chiaramente oltre al controllo della risonanza, un ruolo fondamentale lo gioca il diverso tipo di suono che la corda vocale può produrre.
      Spero di averti risposto in modo chiaro, chiedimi pure ulteriori spiegazioni!
      Simone

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